Per noi europei è curioso assistere alla vivace discussione che si sviluppa in questi giorni negli USA sulla riforma sanitaria voluta dal Presidente Obama. L'analisi che viene effettuata dall'attuale governo americano è secca, sottolinea l'aumento incontrollato dei costi sanitari, pone come obiettivo primario l'equità dell'assistenza sanitaria proponendo l'accesso universale a tutta la popolazione, e frusta le compagnie assicurative che finora hanno governato l'assistenza sanitaria. L'opposizione obietta che una riforma che garantisca l'universalità dell'accesso alle cure dovrà per forza di cose adottare delle regole nella scelta dei professionisti e delle prestazioni per la salute, e diminuire la discrezionalità del singolo paziente. Oltre alla discussione politica sono nati numerosi gruppi sui social network contrari alla riforma. Secondo i contrari questa potrebbe portare ad un pesante aumento delle tasse e a un abbassamento della qualità delle prestazioni sanitarie come si può facilmente arguire dai commenti al video di Obama su YouTube. Con noi europei, anche i canadesi, i giapponesi ed altri cittadini di paesi abituati al concetto di sanità pubblica sono un po' perplessi. Ma allora sarà un problema di fondi disponibili o di cultura ?



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