In tempi in cui c'è una rincorsa continua alla ricerca di nuovi farmaci, fa piacere ricordarsi del buon vecchio placebo. Che un farmaco finto a base di sostanze inerti abbia un'efficacia misurabile, talvolta del tutto simile a quella di un farmaco commercializzato, fa molto meno piacere alle aziende produttrici di farmaci. Peggio ancora se parliamo di farmaci antidepressivi che rappresentano un settore molto redditizio di diverse aziende. Questa osservazione fa tuttavia del placebo un vero e proprio farmaco come ben descritto in questo articolo di Wired. Nell'articolo si parla anche del nostro paese e di come le pillole blu vengano associate dai pazienti a vissuti calcistici. L'articolo descrive alcuni particolari tecniche applicabili negli studi sperimentali sul sistema nervoso. La cosa interessante è che l'efficacia dei farmaci (almeno per quello che riguarda gli antidepressivi) dipende strettamente dalle aspettative del paziente. In altre parole se ci si aspetta di migliorare non c'è tanta differenza tra un farmaco e acqua zuccherata. Forse è per questo che su Innocentive è comparsa un'offerta di 10.000 $ per una revisione proprio su questo argomento.



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